L’approccio di Deorcorteoveitcari alle facility di liquidità parte da un presupposto poco comodo: la
maggior parte delle disclosure è stata scritta per soddisfare requisiti informativi, non
per alimentare flussi dati. Di conseguenza, chi deve analizzare la posizione di
liquidità finisce spesso a ricostruire manualmente tabelle e riepiloghi, con il rischio
di versioni concorrenti dello stesso numero. Deorcorteoveitcari interviene prima che questo accada,
trattando i documenti come sorgenti strutturabili fin dall’inizio. I file vengono
caricati, indicizzati e segmentati in sezioni logiche, distinguendo note descrittive,
prospetti tabellari e riferimenti incrociati. Un motore di ricerca semantica individua i
passaggi che parlano esplicitamente di facility di liquidità, commitment, linee non
utilizzate, condizioni di revoca e opzioni di rinnovo. Su questi passaggi entra in gioco
un estrattore che riconosce importi, valute, durate e stati di utilizzo, associando a
ogni elemento un ruolo preciso nello schema dati. La normalizzazione successiva traduce
formulazioni diverse in campi confrontabili, mantenendo sempre il collegamento con la
frase originale e con la pagina del documento. In questo modo, quando un numero viene
discusso in comitato, è possibile tornare in pochi istanti al punto esatto in cui
compare nella disclosure. Il sistema non promette assenza di errori e prevede un livello
di revisione umana, ma riduce drasticamente il tempo speso a cercare informazioni
disperse, lasciando più spazio alle valutazioni su rischio e funding.